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D&W 8th Age
Razze - Umani
Gli Uomini, gli Eredi del Mondo
In un tempo remoto alcuni degli Eterni furono cacciati dalla loro dimora, il loro corpo fu dissolto ed essi camminarono tra i viventi come spiriti senza pace, essenze tenebrose alla ricerca di corpi mortali attraverso i quali perpetuarsi e sfuggire così alla seconda morte a cui erano destinati. Essi sorsero tra i mortali come idoli tenebrosi e molti mondi furono distrutti dal loro passaggio, poichè essi erano potenti e malvagi.
All'inizio dell'epoca passata una profonda oscurità discese sul continente di Sosaria e un Eterno fece la sua comparsa nel mondo. Exar vagò per le terre dei mortali simile ad un'ombra, risvegliando le creature che dormivano nell'abisso. Egli aprì le porte di Sargass e i demoni dell'Annwn si chinarono al suo cospetto, adorandolo. Quando il suo esercito fu pronto, Exar, Signore della Distruzione, assunse forma fisica, e scatenò il suo potere contro la terra. La guerra divampò da oriente a occidente: pianti di dolore ed urla di morte risuonarono fino alla volta del cielo.
Per primo fu colpito il regno elfico di Yew. In una notte di dolore, una immensa ombra coprì le stelle del cielo ed il fuoco di Umbra e dei draghi neri arse le foreste del regno arboreo.
La Torre delle Stelle fu avvolta da un'ombra più scura della notte e la pietra di luce fu rubata e condotta nella Torre di Exelion, la fortezza che Exar aveva eletto a sua dimora. Una legione di elfi partì alla volta del regno del terrore per riconquistare la pietra, ma nessuno di essi fece mai ritorno. Giunto di fronte alla soglia di Exelion, Eidlin Edorién, condottiero degli elfi, sfidò Exar a gran voce. E l'Oscuro Sire uscì dalla sua fortezza, brandendo un pesante martello macchiato di sangue e fronteggiando il mortale che aveva osato sfidarlo. La sua voce faceva gelare il sangue nelle vene e il suo sguardo conduceva chi lo incrociava alla follia, ma il sovrano elfico non cedette e si scagliò contro l'avversario. Tuttavia contro il potere oscuro non c'era speranza. Per due volte il sire elfico cadde, per due volte si rialzò, ma alla terza il Signore delle Tenebre lo abbatté. Poi un'ondata di demoni uscì dal cancello, sterminando gli elfi e imprigionando chi cercava di fuggire nelle tetre segrete della fortezza. Il cadavere del re degli elfi fu appeso al cancello della Torre di Exelion, come monito contro chi osava ribellarsi.
Gli elfi sopravvissuti alla distruzione del loro regno fuggirono verso le terre degli uomini. E le forze di Exar li seguirono come un'onda di marea, travolgendo ogni ostacolo che incontravano. Uno ad uno i regni degli uomini caddero, come castelli di sabbia sulla riva del mare.
Poco prima della fine un'ultima coalizione si oppose all'avanzata delle forze oscure: eserciti umani, legioni elfiche e maghi della Torre Bianca diedero battaglia ad Exar nella piana di Karkoum e lì l'ultima resistenza dei mortali fu spazzata via dalle armate demoniache e dai loro alleati ed il mondo cadde nell'ombra.
Tuttavia un lieve filo di speranza sopravvisse alla battaglia. Alcuni maghi bianchi fuggirono nelle perdute città sotterranee degli Elohim e, su testi di antica sapienza, scoprirono l'origine dei Distruttori di Mondi e la loro vera essenza. Per quanto Exar fosse potente, il suo corpo era vulnerabile e poteva essere distrutto. Nelle fucine sotterranee fu così forgiata una spada di metallo celeste, fusa col fuoco dei draghi, ed essa fu donata a Gilian, figlio di Aerys, il grande re degli uomini perito nella battaglia di Karkoum. In gran segreto le ultime forze ribelli si organizzarono e una legione di elfi, uomini e maghi, cavalcando draghi d'oro e d'argento, giunse ai piedi della Torre di Exelion. E lì si combatte l'ultima battaglia per la salvezza del mondo. Gilian abbattè Exar, frantumando la Spada dell'Alba, e lo spirito dell'Eterno fu intrappolato dai maghi bianchi in una gemma splendente.
Con il crollo della Torre di Exelion e la ritirata dei demoni la grande guerra sembrava finita. Dopo la lunga notte una nuova alba sorse sulle terre dei mortali, ma i riflessi dell'ombra portarono altro male. Quando Gilian abbatté Exar, una parte dello spirito dell'Eterno sfuggì al controllo dei maghi bianchi e prese dimora nel corpo del giovane Re degli uomini e lì attese il momento di vendicarsi.
Le porte di Sargass si richiusero, le ferite della guerra furono in parte sanate. Sotto la guida di Gilian gli uomini si riunirono, combattendo le forze oscure che ancora imperversavano nei luoghi bui del mondo. L'unione, maturata negli anni della guerra, tra uomini ed elfi portò alla nascita di discendenti comuni delle due stirpi e lo stesso Gilian amò una fanciulla elfica di nome Namiel. Ma i giorni del Re finirono. Gilian, sedotto dal potere oscuro, guidò il suo popolo in una guerra scellerata per il dominio su tutte le terre. Lo spirito di Exar manovrava il Re ed i suoi guerrieri come burattini. Il Re Nero sorse in mezzo agli uomini ed i fuochi della guerra divamparono di nuovo. Malak, così si fece chiamare Gilian, ed i suoi Cavalieri Neri, uniti a legioni di Orchi, avanzarono nella loro campagna di conquista verso il Forte delle Nebbie, dove era custodita la gemma splendente, nel tentativo di liberare Exar dalla sua prigione e ripristinare il suo potere assoluto.
Assediati dall'armata di Malak, i guardiani del Forte chiesero aiuto al signore degli elfi Aidor ed egli rispose alla chiamata, affrontando gli uomini in campo aperto. Nella battaglia che ne seguì Malak fu abbattuto e lo spirito di Exar si dissolse. Ma il male che aveva generato non scomparì. Gli orchi continuarono ad imperversare in tutte le terre e solo il coraggio delle genti libere riuscì a ricacciarli nell'ombra dalla quale erano scaturiti. Gli uomini, senza una guida, si divisero, poiché i discendenti di Gilian erano svaniti durante la guerra e molti di essi rimasero fedeli al sentiero oscuro intrapreso da Malak. Essendo grande il pericolo racchiuso nella gemma splendente, essa fu spezzata in sette frammenti ed essi furono nascosti agli estremi confini della terra e presto dimenticati.
Nell'epoca che seguì la venuta di Exar, gli uomini, divisi ed in lotta tra loro, divennero loro malgrado gli eredi del mondo. Del loro antico splendore rimaneva solo un'ombra, ma secondo parole profetiche, un giorno, quando le porte dell'abisso si fossero riaperte, l'erede di Gilian sarebbe tornato e gli uomini avrebbero avuto nuovamente un Re.
Skill Cap Max:
5000.0
Il massimo valore real (ovvero non condizionato dalle stat) raggiungibile da ogni singola skill è di 100.0 senza considerare nessun modificatore (come ad esempio l'utilizzo di anelli o vesti magiche).
Allineamento:
Legale
Karma:
Buono
Evoluzione
La razza degli Umani acquisisce l'abilità di lavorare la stoffa tipica del Sarto, guadagnando +1.0 per ogni livello di Evoluzione. Contemporaneamente fortifica la propria resistenza, guadagnando un bonus di +1 per livello come armatura naturale. Possiede una rigenerazione del proprio vigore fisico (stamina) in base all'Evoluzione posseduta.
Tramite la sua abilità innata, egli è capace di indebolire il suo avversario e scagliare contro un lampo di luce che provoca danni.
Cavalcatura Razziale: CAVALLO DA GUERRA
Città: EMPERION